37 WDC a Dubai

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Relazione del Vice Presidente della BDI Luigi Cosma, che ha partecipato al 37 WDC di Dubai

Cari amici e colleghi,
dal 16 al 19 maggio, a Dubai, si è tenuta la trentasettesima edizione del World Diamond Congress.
Il meeting biennale della World Federation Diamond Bourses (WFDB) e dell'International Diamond Manufacturers Association (IDMA) è l'evento più importante per il settore del diamante.
Al Congresso, ospitato dal Dubai Multi Commodities Centre (DMCC), hanno partecipato più di duecento delegati provenienti da tutta la catena distributiva del diamante. Oltre ai rappresentanti della WFDB e dell'IDMA, erano presenti anche i produttori del diamante grezzo, i paesi di estrazione mineraria, la CIBJO con il suo presidente dott. Cavalieri, e una gamma di organizzazioni di servizio come le banche e i laboratori gemmologici e i fornitori di servizi logistici.
Noi abbiamo partecipato attivamente come Borsa Diamanti d'Italia, oltre al sottoscritto hanno partecipato i consiglieri Moshe Kafi e Amram Zvi.

Il Congresso ha passato in rassegna le problematiche che interessano l'intero settore dei diamanti sotto i temi della responsabilità, trasparenza e sostenibilità. In pratica stiamo affrontando una nuova realtà, non sono solo le banche che insistono su più severi standard di conformità e sull'integrità dell'intera filiera, ma anche le compagnie minerarie e le grandi ditte di gioielleria stanno seguendo l'esempio. Tutto questo insieme sta portando l'industria del diamante a ripensare al modo di fare gli affari affinchè trasparenza, responsabilità e sostenibilità siano i principi ispiratori del commercio.

Nella stessa direzione è andato il discorso di apertura a sessioni unite di Ernie Blom, presidente della WFDB, il quale ha affermato che: "Questi principi rappresentano tutte le sfide che stiamo affrontando come settore intero e ci mostrano la via da seguire". Questo tema ha fatto da sfondo nel trattare i dilemmi che il settore si trova ad affrontare quali la mancanza di profitto da parte di chi produce, la minaccia dei diamanti sintetici, le tendenze dei consumatori e la percezione da parte delle banche che l'industria sia ad alto rischio.

Ha fatto seguito l'intervento di Howard Davies, responsabile dello sviluppo aziendale presso la De Beers. Davies ha affermato che ora i sightholders devono dimostrare la trasparenza, presentando una struttura aziendale consolidata, una contabilità corretta, essere in grado di garantire le transizioni e di aderire a un controllo da parte di terzi. Continuando, Davies ha posto l'accento che, nel frattempo, la sostenibilità comprende un modello di business redditizio e un patrimonio forte come base. La combinazione di trasparenza e di sostenibilità porta al finanziamento da parte delle banche. Per guadagnare la fiducia delle banche non si può avere l'uno senza l'altro. Purtroppo, una serie di gravi diffamazioni, come le allusioni riguardo ai diamanti utilizzati per alimentare le guerre e le violazioni di diritti umani, il finanziamento del terrorismo e il riciclaggio hanno condotto il settore a essere considerato un'industria ad alto rischio.

A sostegno di tutto questo va la WFDB, che approva l'iniziativa KYC, "know your client", lanciata da parte del Jewellery Export Promotion Council di Mumbai, nel tentativo di stabilire uno standard per tutto il settore per ottenere importanti informazioni sui loro clienti, allo scopo di confermare la loro autenticità e le loro transazioni. Blom ha affermato che questo è fondamentale, poichè tutte le banche seguono un processo KYC.
Nello stesso senso va il gruppo Signet Jewelers, che quest'anno ha lanciato il suo Responsible Sourcing Protocol per i diamanti (D-SRSP), per garantire che tutta la gioielleria Signet abbia materiali che provengano in modo responsabile, in linea con la guida dell'OCSE. David Buoffard, vicepresidente, presso il marchio di gioielli, ha spiegato che il protocollo richiede di applicare una certa diligenza per minimizzare il rischio. Tutti i diamanti che sono forniti, sia singole pietre sia si tratti di lotti, sono riconducibili ai principali produttori come la De Beers, Alrosa, Rio Tinto o Dominion Diamond Corp.

Come il diamante sintetico si pone in competizione facendo appello al consumatore ecologico, etico e socialmente responsabile, così anche il commercio del diamante naturale deve dimostrare che possiede gli stessi valori, se non addirittura più alti. Questo messaggio è fondamentale e di vitale importanza affinchè il settore dei diamanti riconquisti l'immaginazione dei consumatori e di conseguenza sia in grado di attivare un commercio redditizio in modo sostenibile.

Al Congresso vi è stato un consenso affinchè sia avviato del marketing per i diamanti, ritenuto necessario per aumentare la domanda da parte dei consumatori e guidare il settore a una crescita. Il WDC ha invitato a questo scopo a una maggiore coordinazione tra il World Diamond Mark, iniziativa di marketing della WFDB e dell'IDMA, e la Diamond Producers Association (DPA), che ha lanciato la sua campagna promozionale a giugno.

Il WDC 2016 ha affermato con forza e fermezza che la trasparenza, responsabilità e la sostenibilità non sono solo un obiettivo verso cui bisogna lavorare, ma sono principi essenziali per la stessa sopravvivenza del settore.

Per finire possiamo affermare che ci troviamo difronte a un momento di grande cambiamento per il nostro settore, e che dobbiamo essere pronti e uniti per affrontarlo nel modo migliore e nell'interesse comune affinchè ritorni quella rispettabilità che tutti noi meritiamo.
7 Jul 2016  |  segreteria  |  bdi   certificati   preziosi   wfdb